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Some notes on Relativity and other arguments
Il modello EMOCON per le emozioni
<p style="text-align: justify;">Questa nota nasce dalla lettura del capitolo V di "<em>Il Cervello ed il senso della vita</em>" di P. Thagard in cui si propone un approccio naturale a vari temi etici.</p> <p style="text-align: justify;">Filosofi e psicologi hanno a lungo dibattuto sulla natura delle emozioni, proponendo teorie che si possono dividere in due gruppi: la valutazione cognitiva (Nussbaum, Oatley, Scherer) e percezione corporea (Damasio, James, Prinz). Secondo le teorie del primo gruppo le emozioni sono giudizi relativi al grado in cui una situazione percepita realizza uno scopo personale. Secondo le teorie dell'altro gruppo, le emozioni non sono giudizi, ma piuttosto percezioni di stati psicologici.</p> <p style="text-align: justify;">Secondo l'approccio alla valutazione cognitiva delle emozioni, una situazione ci rende felici se essa contribuisce a raggiungere i nostri scopi, facendovi provare una felicità tanto maggiore quanto maggiori sono i risultati. La tristezza è l'opposto. Emozioni sociali complesse, come la vergogna e l'orgoglio sembrano coinvolgere una sorta di valutazione cognitiva in riferimento a scopi connessi alle relazioni con altre persone. Se ad esempio si compie un'azione come un furto, che va contro le aspettative delle persone a cui si tiene, o che va contro al codice morale in cui si è cresciuti, si proverà vergogna o senso di colpa. Queste reazioni sono in parte dovute al giudizio di avere agito in modo da non ricevere l'approvazione altrui.</p> <p style="text-align: justify;">Diverso è l'approccio delle teorie che ritengono le emozioni come un'espressione della percezione corporea. E' indubbio che il corpo è una parte importante delle emozioni umane, come è evidente in caso di emozioni negative come la paura. Supponete di venire a sapere che una persona cara è stata coinvolta in un incidente stradale. Il vostro corpo registrerà modificazioni drastiche, come per esempio l'aumento del ritmo cardiaco e respiratorio, l'innalzamento della pressione sanguigna e l'innalzamento del livello ematico del cortisolo, cioè dell'ormone dello stress. Queste modificazioni fisiologiche sono sentite dal corpo e trasmesse ad aree celebrali come l'amigdala e l'insula. Secondo le teorie della percezione corporea, le vostre emozioni sono la risposta del cervello a modificazioni fisiologiche, come si legge in un famoso passo di William james: "<em>L'affermazione più razionale è che ci sentiamo addolorati perchè piangiamo, arrabbiati perchè litighiamo, impauriti perchè tremiamo, e non che piangiamo, litighiamo o tremiamo perchè siamo addolorati o arrabbiati o impauriti. Senza le condizioni corporee conseguenti alla percezione, quest'ultima sarebbe una pura forma cognitiva, pallida, senza colore e senza calore emotivo. Potremmo così vedere un orso e giudicare che è meglio scappare via, ricevere un insulto e ritenerlo causa di un litigio, ma non potremmo veramente sentirci impauriti o arrabbiati.</em>"</p> <p style="text-align: justify;">Thagard cerca di conciliare questi due approcci alle emozioni proponendo il modello EMOCON che presenta aspetti sia dell'uno che dell'altro e che descrive l'interazione di alcuni organi del cervello al fine di generare le emozioni. Gli input sensoriali del mondo esterno arrivano al <em>Talamo</em> che attiva le compoenti dell'<em>Amigdala</em> ed i neuroni della <em>Corteccia Prefrontale Orbito Frontale (CPOF)</em>; gli stati del corpo, che sono individuati dagli organi sensoriali interni comunicano con l'<em>Amigdala</em> e l'<em>Insula</em>, che a loro volta sono interconnesse con la <em>Corteccia Prefrontale Orbito Frontale</em> e la <em>Conterccia Prefrontale Ventrolaterale (CPVM)</em>. L'<em>Amigdala</em> inoltre viene attivata dal <em>Sistema della Dopamina</em> che comprende il nucleo <em>Accumbens</em> e agisce a sua volta sulla <em>Corteccia Cingolata Anteriore</em>, la quale interagisce con la <em>Corteccia Prefrontale Dorso Laterale (CPDL)</em>. Infine la CPOF è interlacciata con la CPVM e la CPDL. </p> <p style="text-align: justify;">Si tenga inoltre presente che le connessioni fra le aree celebrali del modello EMOCON sono reciproche, basate sull'evidenza nervosa che esiste una estesa retroazione fra popolazioni di neuroni in ogni coppia di regioni. Queste retroazioni generano dei processi non lineari. Il modello EMOCON tiene conto della teoria della percezione corporea in quanto considera il ruolo svolto dall'Amigdala e dall'Insula nel raccogliere gli stimoli dagli organi sensoriali interni, che reagiscono alle modificazioni corporee (ad es. aumento del battito cardiaco). Sebbene le teorie della percezione corporea delle emozioni abbiano subito un intenso sviluppo negli ultimi anni, in special modo grazie agli approfonditi studi fisiologici sul cervello, non riescono a spiegare numerose emozioni 'complesse' quali sono quelle prettamente sociali (ad es l'orgoglio o la vergogna).</p> <p style="text-align: justify;">Il modello EMOCON comunque mostra come l'integrazione della valutazione cognitiva e della percezione corporea possa avvenire grazie alle interazioni fra l'Amigdala, l'Insula e diverse parti della corteccia prefrontale (sede delle valutazioni cognitive). Ad esempio la CPDL è importante per i processi verbali e la memoria di lavoro; la CPOF invece contribuisce con il sistema dopaminico alla valutazione del valore. Queste due aree della corteccia celebrale interagiscono per creare le valutazioni positive e negative - componenti centrali delle emozioni - coordinando le attività delle popolazioni di neuroni. Infine la CPVM ha un ruolo importante per la comunicazione fra corteccia e Amigdala.</p> <p style="text-align: justify;">Ma come avviene la valutazione? I diversi aspetti di una situazione ed i diversi scopi sono rappresentati da varie popolazioni di neuroni. Condizioni positive e negative fra aspetti e scopi sono determinate da connessioni sinaptiche eccitatrici ed inibitrici fra neuroni appartenenti a popolazioni differenti. La valutazione globale di una situazione, ossia se essa sia convergente con gli scopi prefissi, avviene grazie ai processi paralleli attraverso l'attività eccitatrice che le popolazioni di neuroni svolgono nel momento in cui interagiscono. Il 'valore' è parte naturale dell'evento dal momento che le popolazioni di neuroni coinvolte nella rappresentazione della situazione e degli scopi personali coinvolgono aree come l'Amigdala, il nucleo accumbens e la corteccia prefrontale orbitofrontale, le quali partecipano alla codificazione delle caratteristiche positive e negative. Un apprezzamento complessivo del 'valore' si ha quando la soddisfazione della condizione parallela combina le caratteristiche della situazione, degli scopi e dei valori per calcolare la coerenza emozionale globale della situazione.</p> <p style="text-align: justify;">Cerchiamo ora di capire come il modello EMOCON possa spiegare la coscienza emotiva. Quando noi proviamo una emozione di felicità, ad esempio per avere ricevuto l'invito a recarsi da un caro amico, possiamo individuare 5 aspetti da chiarire:</p> <ul> <li style="text-align: justify;">L'emozione si riferisce ad una rappresentazione cognitiva del mondo; nel caso particolare dell'amico e della sua città.</li> <li style="text-align: justify;">Le esperienze emotive coscienti hanno un carattere positivo o negativo; nel caso in esame abbiamo a che fare con un aspetto positivo.</li> <li style="text-align: justify;">Le esperienze emotive coscienti hanno diverse intensità; la felicità provata nel ricevere l'invito dell'amico sarà maggiore di quella provata nel bere una tazzina di caffè.</li> <li style="text-align: justify;">Ogni esperienza emotiva è differente da altre esperienze emotive; le emozioni di felicità sono differenti da quelle di tristezza.</li> <li style="text-align: justify;">Le esperienze emotive hanno un inizio ed una fine.</li> </ul> <p style="text-align: justify;">Il modello EMOCON come chiarisce questi 5 aspetti? Per quanto riguarda l'ultimo punto è stato mostrato come le esperienze sensoriali (come la vista di un amico) interagiscono attraverso il Talamo con le varie aree celebrali provocando delle emozioni; per tanto il modello mostra come le esperienze emotive non sono solo sensazioni, ma sensazioni circa cose. Il carattere positivo/negativo delle emozioni è spiegato dal ruolo di particolari aree cerebrali come il nucleo accumbens e l'amigdala, di cui è nota l'associazione con la sensazione di bene e di male. Sentirsi bene quando si è felici è un meccanismo nervoso che riguarda particolari regioni del cervello associate alla percezione corporea e alle valutazioni cognitive. L'intensità variabile dell'esperienza emotiva può essere spiegata dal grado di attività di particolari popolazioni di neuroni; così ad esempio si è verificato che quando si è più odiosi sono più attive aree come l'insula, mentre quando si prevede una ricompensa aumenta l'attività del nucleo accumbens. Si è inoltre verificato che l'aumento del grado di intensità di un'esperienza emotiva corrisponde all'aumento di velocità delle scariche nervose nelle corrispondenti aree celebrali. Il modello EMOCON ha inoltre la capacità di spiegare come l'esperienza emotiva possa essere sottilmente differenziata. Le emozioni non insorgono solo con diverse combinazioni di valutazioni positive/negative e di gradi di intensità, perchè esse implicano un numero illimitato di valutazioni cognitive riferite a diversi scopi. Esiste un gran numero di possibili condizioni celebrali con diverse combinazioni di modelli di attività elettrica di miliardi di neuroni presenti in varie aree cerebrali che regolano la sensibilità del mondo esterno, quella interiore, la valutazione e ne stimano la congruenza con gli scopi personali.</p> <p style="text-align: justify;">Dal momento che il modello EMOCON può spiegare tutte queste caratteristiche dell'esperienza emotiva, diventa plausibile identificare le emozioni con gli stati cerebrali. Le emozioni sono schemi di attività che si verificano in molte aree cerebrali che integrano la valutazione cognitiva e la percezione corporea per produrre l'esperienza cosciente e guidare il comportamento.</p>