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Some notes on Relativity and other arguments
Che cosa รจ la conoscenza matematica
<p style="text-align: justify;">Questa nota nasce dalla lettura di un breve paragrafo finale di "<em>Il Cervello ed il senso della vita</em>" di P. Thagard in cui si propone un approccio naturale a vari temi etici.</p> <p style="text-align: justify;">La riflessione di Thagard parte dalla domnda "Perchè è vero 3+4 = 7?", e sottolinea che la risposta a questa domanda in ambito filosofico ha le sue radici nella riflessione platonica che afferma come ogni sapere matematico sia valido a priori (a partire dal teorema di Pitagora) e quindi in ogni mondo possibile. La scienza dunque non ha le capacità per spiegare la validità del sapere matematico.</p> <p style="text-align: justify;">Se si affronta il problema da un punto di vista naturalistico bisogna capire come i concetti matematici sono appresi dal cervello. E' certo che i concetti elementari della matematica e della geometria quali quelli di numero, linea, triangolo siano appresi durante l'infanzia confrontando oggetti recuperati dalla realtà che ci circonda. Ciò significa che nella prospettiva naturalistica questi concetti base corrispondano a gruppi di neuroni che si attivano quando è in gioco il concetto corrispondente. Thagard ha anche proposto - studiando la creatività da un punto di vista naturale - che la combinazione di concetti, per crearne di più complessi, corrisponde allo stabilirsi di nuove connessioni fra gruppi di neuroni. Questa breve descrizione peremtte di comprendere come da concetti elementari si possano costruire concetti via via più astratti fino ad esempio ad individuare il concetto di infinito. Seguendo però questo ragionamento le costruzioni matematiche hanno lo stesso valore di costruzioni immaginarie come l'unicorno; entrambe non hanno alcun riscontro nella realtà.</p> <p style="text-align: justify;">L'ipotesi suggerita da Thagard è che molte "<em>asserzioni matematiche possono essere comprese se riferite al mondo reale piuttosto che a qualche aspetto astratto degli oggetti</em>"; egli infatti ritiene che l'asserzione '2 oggetti insieme ad altri due oggetti forma un gruppo di 4 oggetti' sia vera, in quanto è un'asserzione che non riguarda la matematica, quanto piuttosto il mondo. Da ciò si deduce quindi che strutture matematiche complesse - che vanno dall'algebra alla geometria differenziale - non sono ne vere ne false (hanno in ogni caso una loro coerenza e veridicità interna), ma sono usate per esprimere asserzioni misurabili di sistemi fisici, asserzioni che sono giudicate vere o false in base ad evidenze sperimentali. Secondo Thagard "<em>... le asserzioni matematiche non sono vere a priori come non sono generalizzazioni sul mondo: ma possiamo combinare concetti matematici con concetti relativi ad oggetti e processi per avanzare asserzioni sul mondo. Asserzioni matematiche astratte come quelle della teoria degli insiemi e quella dei numeri sono affermazioni fittizie, piuttosto che verità necessarie</em>".</p> <p style="text-align: justify;">Thagard giunge a paragonare l'utilità della matematica pura con l'utilità dei personaggi presenti nei romanzi; come i grandi scrittori inventano storie fittizie che hanno il compito di descrivere verità fattuali dell'esistenza, allo stesso modo i costrutti della matematica servono per esprimere le relazioni che si riscontrano nella realtà che ci circonda. Thagard infine cita lo scrittore Julian Barnes; egli infatti dice che il romanzo racconta meravigliose e ben combinate bugie, che circondano verità dure ed esatte; di pari passo la matematica dice meravigliose ed esatte bugie che talora si avvicinano al disordine della verità.</p>