Home
Notes
Traductions & Res.
eStudio
Vielbein
Latest notes...
Some notes on Relativity and other arguments
Il metodo storico-cognitivo di Nersessian
<p style="text-align: justify;">Questa nota nasce dalla lettura dell'articolo "<em>Nancy Nersessian's Cognitive Historical Approach</em>" di N. Schwarts che tratta - come dice il titolo - dell'approccio di Nersessian alla Filosofia della Scienza.</p> <p style="text-align: justify;">La metodologia della Nersessian è la combinazione dell'approccio storico e di quello cognitivo nella descrizione di come si sviluppa la scienza ed in particolare dell'evoluzione dei suoi concetti. Già Tweney negli anni 70 aveva introdotto una simile modalità di lavoro, asserendo che il suo interesse è volto a "<em>those studies that are truly cognitive-historical, that is, to those studies that have used cognitive frameworks for the understanding of historical episodes in such a way that the methodological niceties</em> [sottigliezze] <em>of both history and cognitive science are respected.</em>"</p> <p style="text-align: justify;">Fra questi studi l'autrice ne segnala i più significativi, che qui di seguito riportiamo:</p> <ul> <li style="text-align: justify;">L'utilizzo delle pratiche di 'problem-solving' per le scoperte scientifiche da parte di Herbert Simon e dei suoi colleghi.</li> <li style="text-align: justify;">L'utilizzo della teoria della Gestalt in Kuhn per gustificare il passaggio da un paradigma scientifico all'altro.</li> <li style="text-align: justify;">L'impiego della teoria di Piaget nella biografia cognitiva di Darwin ad opera di Gruber o il suo utilizzo per l'esplorazione dei concetti della fisica moderna utilizzato da Miller.</li> <li style="text-align: justify;">La formalizzazione cognitiva di alcuni aspetti della teoria di Kuhn per spiegare il cambiamento concettuale ad opera di Andersen e colleghi.</li> <li style="text-align: justify;">La ricerca di Nersessian sul cambio di significato di alcuni termini fisici, in special modo riguardo al concetto di 'campo'.</li> <li style="text-align: justify;">L'utilizzo di alcuni strumenti messi a disposizione dalla scienza cognitiva per interpretare il lavoro di Faraday ad opera di Tweny.</li> <li style="text-align: justify;">La ricostruzione degli esperimenti compiuti da Faraday per mezzo di mappe concettuali che ne spiegano il processo portata avanti da Gooding e il conseguente 'embodiment' di alcuni concetti della fisica.</li> </ul> <p style="text-align: justify;">Nersessian si inserisce in questo filone di ricerca ed il suo obiettivo è quello di interpretare la pratica scientifica del passato attraverso i mezzi della scienza cognitiva contemporanea, con l'obiettivo di determinare una concezione filosofica dello sviluppo concettuale.</p> <p style="text-align: justify;">La dimesione storica dell'approccio di Nersessian è molto ampia e ha l'obiettivo di ricostruire su un periodo di tempo esteso le modalità in cui il ragionamento e la pratica scientifica si sviluppano riguardo ad una certa argomentazione. Un esempio dei target che la dimensione storica della metodologia deve raggiungere è quello di determinare il come siano nati e sviluppati "<em>real-world and thought experiments, [the construction of] arguments, [the use of] mathematical tools, [the creation of] conceptual innovations, [the ideation of] means of communicating ideas and practices, [the] training practitioners.</em>" </p> <p style="text-align: justify;">La componente storica dell'analisi di Nersessian non costruisce una narrativa storica di ciò che è accaduto, ma è uno studio dettagliato di micro-strutture e micro-processi che si attuano nell'attività di problem-solving degli scienziati. Inoltre Nersessian non si limita ad ossservare l'evoluzione concettuale, ma si interroga anche sul 'contesto' sociale e culturale in cui l'attività scientifica si è verificata. Questo punto di vista ha il merito di preservare l'attività scientifica per come si è sviluppata storicamente, senza introdurre aspetti e considerazioni che non avrebbero potuto verificarsi dato il contesto storico; vi è insomma un approccio 'ecologico' al fenomeno in esame.</p> <p style="text-align: justify;">La dimensione cognitiva dell'approccio della filosofa americana si inscrive nella tradizione dell'epistemologia psicologica che parte da Locke, Hume per giungere a Quine. Nersessian ritiene che il pensiero scientifico sia un complesso sistema che comprende aspetti culturali, materiali e sociali e la ricerca cognitiva su questi argomenti si basa su un <em>principio di continuità</em> che afferma come l'attività degli scienziati sia in ultima analisi un processo simile - ma molto più complesso - a quello che qualunque essere umano mette in atto per risolvere un problema che si presenta. Nelle parole di Nersessian: "<em>The underlying presupposition is that the problem solving strategies scientists have invented and the representational practices they have developed over the course of the history of science are very sophisticated and refined outgrowths of ordinary reasoning and representational processes</em>". Il principio di continuità non stà ad indicare che le due attività - quella scientifica e quella ordinaria - siano uguali, in quanto è indubbio che lo scienziato ha una conoscenza vasta di un dominio specifico, un training metodologico che utilizza per risolvere problemi scientifici; questo non toglie però che le due attività utilizzino capacità comuni per raggiungere i propri obiettivi. Nersessian inoltre sottolinea come lo studio cognitivo di singoli casi storici, non vincola i risultati ottenuti ad essere specifici per la ricerca in questione, ma possono assumere una validità generale, proprio come le attività cognitive ordinarie studiate dalla psicologia non sono limitate agli esperimenti effettuati in laboratorio in una realtà fittizia, ma hanno anche esse un aspetto del tutto generale.</p> <p style="text-align: justify;">L'approccio storico-cognitvo della Nersessian è complementare ad altre tipologie di studi della pratica scientifica che andiamo qui di seguito ad elencare:</p> <ul> <li style="text-align: justify;">Gli <strong>Studi Etnografici</strong> sono basati sull'analisi di ciò che si verifica in un laboratorio scientifico e hanno avuto inizio intorno agli anni 80 con i lavori di Latour e colleghi. Sono studi essenzialmente sociologici che chiariscono come il contesto socio-culturale in cui si attua la pratica scientifica sia di grande rilevanza.</li> <li style="text-align: justify;">L'<strong>Osservazione 'in vivo'</strong> è un metodo suggerito da Dumbar. Nasce dall'ipotesi che in genere gli scienziati dimenticano molti dei processi cognitivi che hanno utilizzato per giungere ad una innovazione concettuale. Dumbar dunque suggerisce di investigare l'attività scientifica dal vivo, proprio per recuperare questi temi che andrebbero persi.</li> <li style="text-align: justify;"><strong>Esperimenti in laboratorio:</strong> sono studi che permottono di identificare i processi cognitivi che le persone attuano nella risoluzione di problemi scientifici in situazioni artificiali, dove solo alcuni aspetti dell'atività scientifica è presa in considerazione. Il ruolo principale di questi studi è sia quello di testare le ipotesi fatte, sia quello di mettere in risalto alcuni aspetti fondamentali del processo cognitivo in esame.</li> </ul> <p style="text-align: justify;">Tutte le tipologie indicate hanno una cosa in comune: forniscono informazioni sull'attività svolta nei laboratori scientifici per un periodo di tempo limitato. L'approccio storico-cognitivo della Nersessian invece ha la capacità - tramite la sua dimensione storica - di fornire informazioni estese nel tempo, mostrando come l'attività scientifica - ed i concetti in particolare - si sia evoluta storicamente.</p> <p style="text-align: justify;">La Nersessian accetta la distinzione proposta dalla Boden che un'idea possa essere psicologicamente e storicamente innovativa: mentre la prima si riferisce alle conquiste personali del singolo scienziato, la seconda invece è un'idea che nessuno prima ha esposto. E' chiaro che la seconda può includere la prima. In ogni caso gli Studi Etnografici, l'Osservazione in vivo e gli Esperimenti in laboratorio riescono a gettare luce sulla prima innovazione concettuale, mentre solo l'approccio storico-cognitivo ha la possibilità di mettere in chiaro lo sviluppo concettuale sceintifico nella sua completezza.</p>