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Some notes on Relativity and other arguments
Alcuni argomenti contro la interpretazione entropica della forza gravitazionale
<p style="text-align: justify;">L'articolo di Verlinde del 2011 ha creato un acceso dibattito se l'interpretazione entropica della forza gravitazionale fosse effettivamente corretta; uno degli articoli più significativi al riguardo è quello di Gao "<em>Is gravity an entropic force?</em>" che andremo a riassumere in questa nota.</p> <p style="text-align: justify;">L'autore analizza il concetto di forza entropica presente in un polimero e ne mette in risalto le principali componenti. La forza entropica è una forza macroscopica ed emergente che deriva dalla tendenza statistica di un sistema a raggiungere uno stato di massima entropia e che risulta dagli scambi entropici fra il sistema ed un 'heat bath' (sorgente termica). E' importante qui osservare la presenza della sorgente termica che è il cuore del ragionamento di Gao.</p> <p style="text-align: justify;">La moleca di un polimero - se immersa in una sorgente di calore (bagno termico) - tende ad arrotolarsi in modo da massimizzare la sua entropia; se il polimero è tirato da una forza esterna, l'entropia si riduce (il numero delle configurazioni del sistema diminuisce), mentre se viene rilasciato il polimero si ri-arrotola aumentando la sua entropia (il numero delle configurazioni del sistema aumenta) e mostrando la presenza di una forza: la forza entropica.</p> <p style="text-align: justify;">Il modello del polimero è dunque costituito da 3 componenti:</p> <p style="text-align: justify; padding-left: 40px;">1) il polimero,</p> <p style="text-align: justify; padding-left: 40px;">2) il bagno termico - che rappresenta l'ambiente circostante,</p> <p style="text-align: justify; padding-left: 40px;">3) una forza esterna - sistema - che compie lavoro sul polimero (sia positivo che negativo).</p> <p style="text-align: justify;">Se analizziamo la componente energetica ed entropica dell'interazione del polimero otteniamo i due flussi seguenti:</p> <p style="text-align: justify; padding-left: 40px;">1. <strong>Il polimero viene tirato</strong>: il sistema esterno esercita un lavoro sul polimero, l'entropia diminuisce e l'energia fluisce dal polimero al bagno termico.</p> <p style="text-align: justify; padding-left: 40px;">2. <strong>Il polimero viene rilasciato</strong>: il polimero recupera calore dal bagno termico, aumenta l'entropia ed il polimero esercita lavoro verso il sistema esterno.</p> <p style="text-align: justify;">Questo modello viene applicato da Verlinde al caso gravitazionale; Gao cerca di individuare le componenti del modello nel ragionamento di Verlinde per verificare se l'analogia è corretta.</p> <p style="text-align: justify;">L'argomento di Verlinde si basa su due elementi: lo <strong>schermo olografico</strong> su cui è distribuita l'informazione (l'entropia) della massa gravitazionale che genera il campo e la <strong>particella</strong> che si avvicina ad esso.</p> <p style="text-align: justify;">Per applicare il modello del polimero si può ipotizzare che lo <span style="text-decoration: underline;">schermo olografico sia il bagno termico e la particella sia il punto finale di estensione del polimero</span>. L'analogia non è corretta in questo caso in quanto lo schermo olografico non è in equilibrio termico: se lo schermo si trova in una superficie equi-potenziale ed è in equilibrio, l'entropia necessaria per ottenere la temperatura di Unruh risulta molto alta e viola il limite di Bekenstein, il quale afferma che un sistema contenuto in una regione R di energia E non può avere un'entropia maggiore di <img title="E\cdot R" src="https://latex.codecogs.com/svg.image?E\cdot&space;R">. Verlinde cerca di risolvere il problema ri-scalando la costante di Plank, ma questo porta ad una variazione di temperatura dello schermo, che lo allontana dall'equilibrio. Vi sono poi altre problematiche: sebbene la particella possa essere pensata come un polimero in qualche modo, Verlinde non ne specifica la temperatura e l'entropia, ma questo aspetto vanifica il punto principale dell'analogia, in quanto è il polimero che genera la forza entropica. Inoltre quando la particella ritorna alla sua posizione di equilibrio (nei pressi dello schermo) l'energia fluisce verso lo schermo-bagno-termico, cosa che contraddice il modello del polimero (vedi punto 2 precedente): l'energia infatti deve fluire dal bagno-termico al polimero. In modo analogo anche la direzione di scambio entropico è sbagliata: nel modello del polimero, quando esso è in stato di equilibrio l'entropia del polimero aumenta, mentre diminuisce quella del bagno-termico; nel modello di Verlinde invece quando la particella-polimero raggiunge l'equilibrio ha una diminuzione dell'entropia a favore dello schermo olografico.</p> <p style="text-align: justify;">Si può anche pensare che lo <span style="text-decoration: underline;">schermo olografico sia ancora il bagno-termico, mentre la particella sia il sistema esterno</span>. In questo scenario vale la prima difficoltà dell'opzione precedente (lo schemo non è in equilibrio termico) ed inoltre la forza entropica dipenderebbe solo dallo schemo olografico e non dalla massa esterna che si avvicina ad esso, vanificando l'idea di una forza che coinvolge le due masse.</p> <p style="text-align: justify;">Possiamo ora considerare lo <span style="text-decoration: underline;">schermo olografico come il corrispondente del polimero e la particella massiva come il sistema esterno</span>. Questa corrispondenza fra gli elementi dei due modelli è suggerita dal fatto che l'entropia in aumento è quella dello schermo come capita nel caso del polimero. In questo caso però nel modello di Verlinde non abbiamo il corrispondente del bagno-termico che rappresenta un ruolo cruciale nel modello del polimero verso cui fluiscono i contributi energetici. Inoltre la forza che viene calcolata dipende dalla massa della particella che è esterna al sistema-polimero, aspetto che contraddice il modlelo di partenza in cui la forza è un elemento interno del sistema.</p> <p style="text-align: justify;">Vi è un ultimo caso da prendere in considerazione: <span style="text-decoration: underline;">lo schermo olografico e la particella sono i due estremi del polimero</span>. In questo caso la forza che si genera è un elemento interno al sistema come dovrebbe, ma ci troviamo in una condizione in cui la temperatura del sistema-polimero non è in equilibrio, variando fra i due estremi di esso. Inoltre anche in questo caso non è presente il corrispondente del bagno-termico che costituisce un elemento essenziale del modello del polimero.</p> <p style="text-align: justify;">L'analogia dunque fra la forza entropica presente nel modello del polimero e quella suggerita dal modello di verlinde presenta diverse difficoltà che portano l'autore a pensare che la gravità non abbia origine statistica.</p>