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Brevi considerazioni sulle strutturi concettuali in Kuhn
<p style="text-align: justify;">Questa nota nasce dalla lettura dell'articolo "<em>A similarity-based approach of Kuhn’s no-overlap principle and anomalies</em>" di Bigu del 2013 e riassume la proposta di Kuhn sul cambiamento concettuale, elaborata nella seconda parte dell'attività lavorativa dello storico/filosofo americano.</p> <p style="text-align: justify;">Secondo Kuhn una teoria scientifica è caratterizzata da una certa struttura lessicale, organizzata in una tassonomia di concetti (un albero di concetti): l'insieme di concetti che si trova allo stesso livello (e Bigu considera nel suo ragionamento un unico livello) prende il nome di 'contrast set' ed i concetti che appartengono al medesimo 'contrast set' (insieme di contrasto) non hanno alcun referente in comune; questa condizione prende il nome di 'no-overlap principle' ed è alla base della proposta kuhniana.</p> <p style="text-align: justify;">Quando nella scienza si verifica una anomalia, ci troviamo di fronte ad un fenomeno che impedisce l'utilizzo di una determinata struttura concettuale; tale struttura non è adatta all'esperienza e quindi deve essere sostituita con una nuova struttura concetttuale.</p> <p style="text-align: justify;">Secondo Kuhn il significato dei termini scientifici non è determinato da condizioni necessarie e sufficienti ma piuttosto da una relazione di similarità; l'asserzione "<em>object x is similar to object y</em>" non è una espressione abbreviata di "<em>the object x shares with the object y the properties P1, P2, P3, . . .</em>", che porterebbe i due oggetti a condividere certe proprietà. La similarità/dissimilarità - che è alla base della struttura concettuale - è una relazione non basata su proprietà, ma sulla percezione di una 'distanza'. Sembra quasi che Kuhn consideri uno spazio multidimensionale in cui i concetti sono definiti da una funzione di distanza ed infatti nei sui scritti ritiene che i concetti scientifici sono separati da un significativo spazio vuoto percettivo (empty perceptual space), che può essere considerato come il prototipo di questo spazio multimensionale.</p> <p style="text-align: justify;">Questa proposta di Kuhn è interessante in quanto è facile cogliere un'utile anologia fra i concetti determinati in uno spazio percettivo ed i Conceptual Space proposti da Gardenfors; in quest'ultimo caso proprio la dimensione spaziale (basata essenzialmente su una distanza) è la caratteristica principale che appartiene ai concetti, non tanto le proprietà che li caratterizzano.</p> <p style="text-align: justify;">Ritornando alla proposta di Kuhn si noti che, siccome una struttura concettuale è caratterizzata dalle relazioni di similarità/dissimilarità tra oggetti, una struttura concettuale viene sostituita se e solo se alcuni giudizi di somiglianza o dissomiglianza specifici di una certa struttura concettuale vengono rivisti; siamo in presenza di un un cambio concettuale.</p> <p style="text-align: justify;">Si consideri inoltre che i 'bordi' delle varie strutture concettuali sono determinati da oggetti reali e non ipotetici, come potrebbero essere quelli generati da tutte le possibili combinazioni di certe proprietà.</p> <p style="text-align: justify;">Un ultimo aspetto da prendere in considerazione è la caratteristica 'continuità' insita nella proposta di uno spazio concettuale; i concetti sono volumi multidimensionali separati da uno spazio percettivo vuoto.</p>